MELONI, SCARONI: «PREZZI MAI COSÌ BUONI DAL 2006»
Soddisfatto il presidente di Opo Bellaguarda (Viadana, Mantova) per i risultati finora ottenuti (nonostante i ritardi produttivi), con quotazioni partite sopra l'euro e stabilizzatesi sui 60 centesimi a fine luglio. Buone performances anche per l'anguria
“Per i meloni non si registravano prezzi così buoni dal 2006. Siamo soddisfatti e fiduciosi per la chiusura di campagna”. A dichiararlo è Giacomo Scaroni, presidente di Opo Bellaguarda di Viadana (Mantova), che lo scorso anno ha commercializzato 7.500 tonnellate di meloni e 12mila tonnellate di angurie.
“Siamo partiti con il prodotto siciliano e nord africano con quotazioni poco superiori all’euro per poi arrivare alla fine di giugno-inizi di luglio a 0,80-0,90 euro al chilo, anche con il prodotto locale. I prezzi si sono mantenuti su buoni livelli anche verso la fine di luglio con valori attorno ai 60 centesimi”.
L’unico, recente, problema è stato il gran caldo delle scorse settimane che ha “mandato in stress” le piantagioni, abbassando la qualità del prodotto che fino a qule momento si era mantenuta su buoni standard. “Ma già da questa settimana entreremo con un nuovo ciclo produttivo - afferma Scaroni - e quindi sono certo che torneremo a ottenere un prodotto di buona qualità”. L’unico piccolo neo è stata la non elevata produttività (300 quintali per ettaro) e la produzione partita con due settimane circa di ritardo (la raccolta del prodotto locale è partita il 25 giugno).
Fortunatamente per i produttori della zona, il Basso Mantovano, è stata risparmiata dalla pioggia, la grandine e le trombe d’aria che hanno invece imperversato la scorsa settimana nell’area nord della provincia (specie attorno a Volta Mantovana) provocando ingenti danni (leggi articolo correlato).
Non male l’andamento prezzi anche per l’anguria che dopo quotazioni iniziali non esaltanti si è attestata sui 30-40 centesimi al chilo, “tra i migliori valori registrati negli ultimi tre anni”, sottolinea Scaroni. Scarsa invece la produttività per ettaro, scesa del 30% rispetto al 2009 e passata da 700 quintali per ettaro a 500.
Adesso arriva un’ulteriore fase importante della stagione: l’export. Opo Bellaguarda infatti ha intenzione di aumentare le proprie esportazioni, che oggi rappresentano circa il 4,5% delle vendite. “Con l’invio dei prodotti verso l’estero stiamo iniziando in questi giorni - spiega il presidente del gruppo lombardo - dopo le esportazioni spagnole. Le prospettive sono buone ma dobbiamo sperare nel bel tempo sull’Europa che darebbe una mano fondamentale ai consumi”.
Emanuele Zanini
emanuele.zanini@corriereortofrutticolo.it
nella foto: da sinistra Giacomo Scaroni e Tiziano Caprioli, presidente e direttore di Opo Bellaguarda
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