“Il nuovo regolamento europeo, entrato in vigore il 19 agosto, che abbassa i livelli massimi di residui dell’Acetamiprid è assolutamente ingiustificato e si fonda su una motivazione squisitamente precauzionale non supportata, però, da nessun rischio reale“.
A dichiararlo è Davide Vernocchi (nella foto), presidente di Apo Conerpo, che interviene sull’abbassamento dei livelli massimi di residui dell’insetticida, che ha generato un acceso dibattito, con una unanime levata di scudi da parte del mondo produttivo ortofrutticolo.
“Questo neonicotinoide ha un sistema di assimilazione che lo rende estremamente selettivo: colpisce i parassiti alieni e non danneggia gli insetti pronubi che siamo i primi a voler difendere. Ma non solo: date le modalità di trattamento, non ci sono neppure rischi reali per gli operatori che effettuano correttamente i trattamenti”, spiega Vernocchi.
“Il regolamento si abbatte contro il comparto delle pere, già in difficoltà”
“Il regolamento così come è entrato in vigore – come sempre senza alcun confronto con la parte agricola – è un ulteriore colpo per il settore frutticolo: già da mesi ripeto che per ogni molecola che ci tolgono, una filiera è a rischio di scomparire. E questo documento si abbatte come una mannaia su un comparto – quello pericolo – già in grande difficoltà”.
“Si tratta, poi, di un’operazione “subdola”: l’Acetamiprid non è stato vietato quindi in teoria i produttori non possono lamentarsi di essere stati privati dell’ennesima molecola, l’ultima davvero efficace contro quella cimice asiatica che ha causato danni devastanti nel nostro Paese e che anche quest’anno, in particolare nel Nord Italia, è protagonista di un ritorno massiccio con danni importanti sulle produzioni pericole. Ma l’abbassamento degli LMR ha portato i limiti a una percentuale così bassa che rasenta la presa in giro per i produttori“. (red.)