ASSICURAZIONI CONTRO CALAMITÀ, LEGACOOP: “NON FUNZIONANO. FAREMO DA SOLI”

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Assicurazioni contro le catastrofi climatiche nei campi: i contributi alle imprese sono in calo e il sistema nel complesso non funziona. I contributi pubblici per i premi assicurativi sono ben lontani dal 70% che era stato promesso sin dal 2022. Il livello attuale oscilla dal 40 al 55% a seconda delle annate.

Questo il quadro che è emerso dall’ultimo congresso delle cooperative agroalimentari di Legacoop Romagna e Imola.

Al dibattito hanno partecipato numerose imprese colpite dall’alluvione, dalle gelate e dalla siccità, come le cooperative agricole braccianti e le grandi realtà che esportano le eccellenze del Made in Italy: la filiera agroalimentare in oggetto nel complesso coinvolge 23.200 soci e una produzione di 2,2 miliardi di euro.

La discussione è stata sintetizzata in un ordine del giorno rivolto al livello nazionale dell’associazione, affinché si attivi nei confronti del Governo e, in particolare, nei confronti del ministro Lollobrigida.

Allo studio un fondo di mutualità interno

Per arginare la situazione, le cooperative propongono inoltre alle proprie strutture associative di studiare un fondo di mutualità interno che possa essere complementare al sistema assicurativo.

Fra le azioni da mettere a regime anche la sinergia fra le coperture assicurative ed il fondo pubblico Agricat contro i danni alle produzioni agricole causati da eventi atmosferici di natura catastrofale (gelo e brina, siccità, alluvione), con l’obiettivo di allargare la base delle aziende che aderiscono agli strumenti di gestione del rischio e, contemporaneamente, sgravare le compagnie da una parte del rischio.

«La riduzione dell’aiuto, sia per la campagna 2022 che 2023 è avvenuto successivamente alla stipula delle polizze — dicono i presidenti di Legacoop Romagna e Imola, Paolo Lucchi e Carlo Alberto Gollini — aggravando pesantemente gli oneri a carico delle aziende assicurate e dei consorzi di difesa che anticipano il premio dei propri associati; questo sta portando una disaffezione ed una perdita di credibilità di tutto il sistema, mentre invece sarebbe importante diffondere tra le imprese la cultura della protezione contro il rischio, agevolando e favorendo non solo la stipula dei contratti assicurativi, ma anche gli investimenti di difesa attiva. Il Governo deve intervenire subito affinché vengano messi in campo tutti gli strumenti e le risorse necessarie per garantire il contributo pubblico al 70% dei premi assicurativi sia per le campagne 2022 e 2023 che per quella corrente e fino al termine della PAC nel 2027».

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