BANDI AGRICOLI IN VENETO AI GIOVANI, CANER: “LIMITI NECESSARI PER SALVAGUARDARE QUELLO DEL 2026”

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“Le critiche ai bandi per lo sviluppo rurale di prossima apertura, provenienti dal presidente dei Giovani di Confagricoltura Padova Samuele Menesello, sono frutto di una informazione solo parziale da parte dei vertici regionali della sua organizzazione. Lo voglio rassicurare circa il fatto che la Regione ha ampiamente a cuore il futuro dei giovani agricoltori e resta al loro fianco. A testimoniarlo ci sono i numeri: nonostante i presunti limiti denunciati da Menesello, la Regione ha mantenuto la massima priorità al ricambio generazionale“.

L’assessore regionale all’agricoltura Federico Caner (nella foto) interviene in merito alle recenti dichiarazioni del presidente di Confagricoltura Giovani Menesello sui criteri scelti dal Veneto per i bandi CSR per lo sviluppo rurale, chiarendo i motivi alla base delle decisioni assunte.

I bandi PSR e CSR hanno finanziato negli ultimi due lustri 3.363 insediamenti di giovani agricoltori con un aiuto complessivo di 355 milioni di euro, a fronte di investimenti per 565 milioni di euro. A questi si aggiungono oltre 62 milioni di euro destinati a formazione e consulenza, in primis ai giovani agricoltori, oltre alla preferenza accordata agli under 41 già insediati per gli aiuti agli investimenti nelle aziende agricole”.

“La limitatezza delle risorse disponibili per il CSR 2023-2027 – ormai quasi completamente impegnate – impone nei bandi programmati per il quarto trimestre 2025 l’introduzione di un limite di spesa agli aiuti agli investimenti per i nuovi giovani agricoltori. Il cosiddetto ‘Pacchetto Giovani’ potrà arrivare al massimo a 400.000 euro di spesa e 250.000 euro di aiuto per singolo richiedente. Si tratta di una scelta necessaria proprio per assicurare le risorse al bando previsto a fine 2026, destinato ai giovani intenzionati a insediarsi in quel periodo. L’alternativa – aggiunge ancora Caner – sarebbe stata quella di non porre limiti di spesa e rinunciare al bando 2026, o peggio, finanziare un numero molto ridotto di progetti, pari a circa il 30% delle domande attese, cioè 350 all’anno”.

“Dati alla mano – spiega ancora Caner – abbiamo spiegato questa necessità alle organizzazioni agricole riunite al Tavolo Verde del 5 agosto scorso, ricevendo una sostanziale condivisione, accompagnata dalla richiesta (accolta) di un rialzo del limite all’investimento per i giovani rispetto ai senior e di una rivalutazione dei limiti in vista del bando successivo, quello di fine 2026, sulla base del nuovo quadro finanziario europeo e delle regole della PAC 2028-2034. Purtroppo queste scelte dolorose sono la conseguenza di assegnazioni finanziarie al Veneto derivanti dal riparto nazionale del FEASR, che ancora una volta ha premiato il cosiddetto metodo storico piuttosto che le effettive realtà agricole delle diverse Regioni. Risorse quindi decisamente inferiori rispetto alle esigenze di sviluppo e di innovazione di un tessuto agricolo importante come quello veneto”.

“Comprendo l’enfasi delle critiche – conclude Caner – ma invito il giovane presidente e gli associati a Confagricoltura a considerare questa nostra decisione come una scelta di buona gestione, necessaria per proseguire nel sostegno al massimo numero di giovani agricoltori che in Veneto stanno valutando di investire nella terra. Certamente sarebbe stato più semplice ed indolore per me uscire con un bando come quello precedente e scaricare la patata bollente sul prossimo assessore e sulla prossima Giunta, ma non credo che questo sia l’atteggiamento responsabile che si richiede alla buona politica”.

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