IL CAAT FA RETE PER PROMUOVERE LE ECCELLENZE PIEMONTESI

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L’evoluzione e la formazione dell’Operatore Grossista quale selezionatore e garante delle produzioni, una sorta di “vegetable & fruit hunter”, sono alla base delle progettualità che hanno visto il CAAT e il Distretto del Cibo Carmagnolese-Chierese al loro secondo incontro in cui mettere le basi per arrivare allo sviluppo di un protocollo di azioni volte a promuovere una rete delle imprese della distribuzione quale strumento non solo per la valorizzazione di un’eccellenza del territorio, bensì utile alla tutela e promozione di un patrimonio culturale che se non stimolato e divulgato rischia di essere disperso.

Dopo la visita al Centro Agro Alimentare di Torino l’11 maggio scorso, è stata la meravigliosa cornice del Castello di Santena a vedere il secondo meeting tra Roberto Ghio, Presidente dell’Associazione Distretto del Cibo del Carmagnolese Chierese e Sindaco di Santena, Gianluca Cornelio Meglio Direttore Generale del CAAT, Stefano Cavaglià Presidente di APGO Fedagri Piemonte, Gino Anchisi, Presidente dell’Associazione Produttori Asparago di Santena e delle terre del Pianalto. L’occasione è stata la celebrazione della 162^ commemorazione della morte di Camillo Cavour organizzata dalla Città di Santena, dalla Fondazione Camillo Cavour rappresentata dal Presidente Marco Boglione – fondatore del Gruppo Basic Net – e dai consiglieri, tra cui Renato Cigliuti per la Cittá di Torino, dall’Associazione Amici di Cavour alla presenza di oltre 300 ospiti con autorità civili e militari.

È quindi in un contesto di grande storia e cultura e in un momento di grande sinergia che il Distretto del Chierese e il CAAT insieme con APGO hanno mosso altri passi verso una “rete di intenti” che potrebbe prendere vita in autunno e che ci auguriamo porti allo sviluppo di servizi che vadano dal confezionamento alla brandizzazione delle tipicità presso il Mercato del CAAT.

Queste le parole di Roberto Ghio Sindaco di Santena e Presidente del Distretto del Cibo Chierese Carmagnolese: “Ogni promessa è debito: avevamo detto che ci saremmo rivisti entro un mese a Santena e così è stato. Avevo trovato grande disponibilità nella mia prima visita al CAAT da parte di Cornelio Meglio ad approfondire la conoscenza dei territori e a promuovere i prodotti locali.  Mi piace essere qui a continuare a progettare in funzione di azioni pragmatiche quali possono essere quelle della collaborazione necessaria per chiudere il circolo virtuoso di collaborazione tra Distretto e CAAT che ritengo luogo deputato a raccogliere e ad accogliere i prodotti per commercializzarli. Abbiamo chiesto loro una collaborazione costruttiva e proficua partendo dalla valorizzazione e dalla promozione dei prodotti del territorio nel senso più ampio possibile. Non abbiamo grandi numeri ma le grandi potenzialità di una zona unica – quella del Chierese Carmagnolese – che “nutre” la Città di Torino ed essendo il CAAT l’estensione di Torino per quanto attiene al “nutrire” la tavola dei torinesi, siamo qui per chiedere a loro e per cercare con loro di stringere un accordo che consenta di gratificare la zona, il prodotto, il produttore, il commerciante. Come fare tutto ció? Lascio al CAAT!”

Commenta Gianluca Cornelio Meglio Direttore Generale del Centro Agro Alimentare di Torino: “E’ importante creare una rete, creare una rete significa creare dei rapporti che concorrano a trasferire conoscenza in maniera non univoca, in un’ottica di sinallagmaticità, un qualcosa di reciproco che possa arricchire sia la realtà della produzione sia la realtà del commercio.
Quando parliamo di valorizzazione del prodotto oggi, richiamando anche alcuni interventi che ci sono stati durante il ricordo di Cavour,  si può immaginare anche alla valorizzazione delle professionalità e quindi immaginare il CAAT come luogo di formazione che possa concorrere a trasferire quella conoscenza  che oggi è insita in tante realtà all’ingrosso e che probabilmente un domani potrà aiutare futuri giovani a proseguire quella che è una tradizione che ha reso forte e famoso questo territorio.
Allo stesso modo si può immaginare di formare i futuri buyer – per tali intendo ambulanti, dettaglianti, supermercati – che sono, se vogliamo, gli ambasciatori del prodotto nei confronti dei consumatori finali perché è attraverso loro che molte informazioni possono giungere al consumatore finale quindi sulle nostre tavole. Per arrivare a rendere realtà tutto ciò, certamente oggi lo strumento di un “protocollo” può aprire un percorso che auspichiamo non rimanga l’ennesimo documento da sottoscrivere ma che consenta poi di riunirsi attorno ad un tavolo e iniziare a condividere, ciascuno per la propria parte, esperienze e proporre delle soluzioni. Bisogna iniziare a parlarne per poter tirare fuori delle idee, individuare singole progettualità su cui concentrarsi e convogliare tutte le forze per poterle sviluppare”.

Chiosa Ghio: “Ci siamo dati come tempi di rivederci dopo l’estate con l’intento entro l’autunno di riuscire a formalizzare il tutto, il protocollo e di iniziare a definire dei progetti”.

Commenta e conclude Stefano Cavaglià di APGO: “Io rappresento gli Operatori Grossisti, quelli che insieme ai produttori contribuiscono alla filiera agro alimentare e che attraverso le professionalità che da noi risiedono e che sono fatte di un bagaglio di storia nelle proprie aziende che vanta magari chi un secolo chi 50-60 anni, insomma sono realtà che hanno davvero un vissuto importante e sono anche coloro che molte volte danno gli “input” alla produzione. Noi abbiamo la fortuna di essere “un vero e proprio mercato” essendo più di 80 operatori, e non una piattaforma, che operano secondo le regole della concorrenza che stimola la qualità concorrendo alla formazione del prezzo sulla base delle regole che lo governano. Dalla nostra attività scaturisce, altresì, un indirizzo rivolto alla produzione che si riflette sulle produzioni.  Noi di APGO Fedagri Piemonte ci siamo, speriamo che il nostro coinvolgimento e il nostro contributo possa arricchire questa partita e auspichiamo di mettere le “ruote a terra” a tutto ciò quanto prima”.
E che sia di auspicio e guida una delle celebri frasi di Cavour: “Vedo la linea retta per andare là; è questa. Se a mezzo del cammino incontro un impedimento insuperabile, non ci darò del capo pel gusto di rompermelo, ma non ritorrò neppure indietro. Guarderò a destra ed a sinistra, e non potendo seguire la linea retta piglierò la curva, girerò l’ostacolo che non potrò attaccare di fronte”.

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