CRESCE L’ALLARME SICCITÀ IN SICILIA, “A RISCHIO LE IRRIGAZIONI”

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Sos acqua in Sicilia: prosegue l’allerta siccità nell’isola, per un’emergenza che cresce d’intensità e genera un giustificato terrore in vista dell’estate 2024. Siamo ancora ben distanti dai mesi più caldi dell’anno, eppure la Regione sicula è già costretta a razionare l’acqua.

Un grido, quello relativo ai livelli d’acqua tremendamente bassi, che non è di certo qualcosa di nuovo, come ricorda Quifinanza. Siamo giunti al quarto anno di precipitazioni inferiori alla media e, temendo una “nuova normalità” a causa dei cambiamenti climatici, si richiede un intervento immediato.

Piano di riduzione dell’acqua

Stando al dato ufficiale della Regione Sicilia, 850mila persone saranno colpite dal piano di riduzione delle forniture d’acqua. La cifra appare però ben inferiore all’impatto effettivo, che coinvolgerà da 1 a 3 milioni di abitanti.

Questi sono distribuiti tra sei Province dell’isola, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina, Palermo e Trapani. Il presidente Renato Schifani ha approvato lo stato di crisi e fino al 31 dicembre 2024 i rubinetti resteranno in parte chiusi. Un totale di 93 Comuni.

La portata d’acqua sarà ridotta tra il 10 e il 45%, con le punte maggiori previste in 15 centri nell’area di Caltanissetta e Agrigento. Da una parte il clima gioca la sua partita e dall’altra pesano enormemente i difetti strutturali, ormai storici, degli invasi. Per non parlare poi delle perdite delle reti, che rappresentano una piaga italiana e che in Sicilia sfiorano il 50%. La situazione non fa che peggiorare e Siciliacque spiega “La decisione è conseguente alla situazione di severità idrica in atto e tende a conciliare il soddisfacimento del fabbisogno delle persone con la necessità di salvaguardare gli invasi”.

Gli effetti della crisi climatica

Impossibile negare l’impatto della crisi climatica in atto. Quanto sta accadendo in Sicilia non può rientrare nel novero della ciclicità degli effetti atmosferici. Non esistono spiegazioni alternative agli effetti dell’azione umana.

“Non ci saranno le condizioni per irrigare”

Se oggi si schiaccia il pedale del freno, in estate si potrebbe raggiungere il collasso. Dal punto di vista agricolo la Sicilia rischierà un disastro dalla portata enorme. Conseguenze sociali ed economiche devastanti, come lasciano presagire le parole di Ignazio Gibiino, vicepresidente regionale di Coldiretti Sicilia: “Da quasi 100 anni non si verificava una situazione simile in Sicilia. E il peggio deve ancora arrivare. Gli invasi praticamente a secco e senza piogge adeguate, non ci saranno le condizioni per poter irrigare nelle prossime settimane”.

Prevede un disastro a partire da maggio. Se per il momento le pioggerelline sporadiche hanno garantito la sopravvivenza delle coltivazioni, con le temperature estive e i cieli limpidi che ci si attende, si dovranno adoperare enormi quantitativi d’acqua per le irrigazioni d’emergenza.

Viva la rabbia dei cittadini, affidati a un sistema che ha atteso il tracollo, senza interventi di sistema ma con soli tappabuchi. Allarmano le parole di Gibiino: “Che i cambiamenti climatici fossero dietro la porta è un elemento che forse è stato sottovalutato un po’ da tutti, ma è inutile guardarsi indietro. Non siamo più nella condizione di poter perdere una sola goccia d’acqua”.

Chi ha il compito di individuare una via da seguire è Leonardo Santoro, segretario generale dell’Autorità di bacino, oggi Commissario delegato con l’incarico di individuare ogni misura necessaria per superare la fase critica, quella da maggio in poi.

Per quanto in ritardo, si dovrà intervenire sul fronte infrastrutturale. Stando a un monitoraggio dello scorso anno, infatti, su 46 invasi in Sicilia, 4 sono fuori esercizio e 17 con invaso limitato (di cui 10 in attesa di collaudo).

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