L’ORTOFRUTTA SULLE PAGINE NAZIONALI DELL’ECONOMIA. CARO MINISTRO, PROVIAMO A FARE SUL SERIO?

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Va bene che c’è l’insidia mediatica del festival di Sanremo, però una cosa va detta subito: per la prima volta il settore ortofrutta sale alla ribalta delle pagine economiche del maggior quotidiano nazionale.

Oggi sul Corriere della Sera una intera pagina è dedicata a Fruit Logistica col titolo: “Il meglio dell’ortofrutta a Berlino: il made in Italy difende i primati”. E sotto un titolo di ripresa: “Marchi IGP e filiere per crescere all’estero: il mercato tedesco vale il 30% per l’Italia”. Accanto ai report della nostra redazione da Fruit Logistica, che trovate in questa newsletter, questa è una vera novità per l’Italia: l’ortofrutta (e la sua fiera mondiale, dove gli italiani sono gli espositori numericamente più presenti) esce dallo status – cui tutti più o meno si sono assuefatti nel tempo  – di ‘figlia di un dio minore’ per conquistare la piena dignità di settore economico davanti all’opinione pubblica.  Non è poco e va sottolineato.  L’immagine in molti casi è anche sostanza e il settore deve smettere di parlare e dialogare solo con se stesso, deve trasmettere i suoi valori che non sono solo benessere ma anche occupazione, ambiente,  crescita economica e sociale in tutto il Paese ma soprattutto al Sud.

Il ministro Lollobrigida non c’è (si sapeva, si vota nel Lazio) ma ci sono il sottosegretario La Pietra e il presidente della commissione Agricoltura della Camera dei Deputati Carloni. Comunque il ministro fa sapere che la sua priorità è “rimettere al centro problematiche e opportunità legate al settore ortofrutticolo, che per la nostra Nazione riveste un ruolo strategico”. E fa sapere di avere invitato “tutti gli attori coinvolti ad un confronto presso il MASAF, nel quale fare emergere le criticità e le possibili soluzioni, ma soprattutto una visione strategica che garantisca alle nostre produzioni di qualità di essere ulteriormente valorizzate in termini promozionali, al fine di aprire nuove fette di mercato in Italia e all’estero. Difendere la qualità e la quantità delle nostre produzioni da posizioni ideologiche e valorizzarne le caratteristiche è uno dei nostri principali obiettivi”.

Vediamo cosa uscirà da questo ‘confronto’ al MASAF. Dio solo sa quanto c’è bisogno di una ‘visione strategica’ per la nostra ortofrutta. Finora di strategie non s’è visto nulla, del Tavolo nazionale (per quello che conta) si è perso persino il ricordo. Che altro c’è sul tavolo? Il lavoro della commissione Fito sui dossier esteri (CSO, Fruitimprese, Assomela, ministero e Regione Emilia Romagna) sta lavorando bene e porta risultati però va supportata appunto da una visione strategica con il lavoro dei ministeri interessati (MASAF e Made in Italy). L’apertura di nuovi mercati deve diventare una priorità strategica  ‘qui e ora’, così come servono interventi mirati sul costo del lavoro che in Italia è troppo alto anche rispetto ai nostri partner-concorrenti europei, in primis la Spagna. E poi c’è il tema manodopera-che-non-si-trova  che sta diventando una vera emergenza con il connesso adeguamento/snellimento del decreto flussi. Infine: da quanti anni manca in questo paese una vera campagna promozionale sul rilancio dei consumi di frutta e verdura, una campagna vera, che faccia  capire che vale la pena spendere qualcosa in più per comprare prodotto italiano buono e di qualità? I consumi stanno calando  e si sentono solo i lamenti della Grande distribuzione. Una promozione ben fatta servirebbe molto più di tante vuote formulette di marketing, che lasciano il tempo che trovano.

Lorenzo Frassoldati

direttore Corriere Ortofrutticolo

l.frassoldati@alice.it

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