NORME UE SU IMBALLAGGI, PICCININI: “ENORME SPRECO DI ORTOFRUTTA. SUL TAGLIO FITOFARMACI PROPOSTA DA RISCRIVERE”

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In tempi critici per i produttori agroalimentari – e con l’ortofrutta ancor di più degli altri settori colpita dai rincari dell’energia -, Fedagripesca Confcooperative ha incontrato il ministro dell’Agricoltura e Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida per stringere un patto a sostegno delle cooperative agroalimentari, accompagnandolo alla proposta di destinare le risorse del Ministero in via esclusiva ai produttori 100% Made In Italy, quali sono appunto gli attori delle cooperative.

“Abbiamo avanzato questa richiesta – spiega al Corriere Ortofrutticolo il presidente di Fedagripesca Confcooperative, Carlo Piccinini (nella foto) – perché ci sembra giusto che i fondi del ministero che vanno a tutela e difesa del Made in Italy siano rivolti a quei prodotti che vengono da produzione agricola italiana, parliamo infatti di fondi che arrivano dal ministero dell’agricoltura italiana. Poi, se ci sono anche iniziative di altri ministeri che vogliono ugualmente tutelare aziende italiane ma che non lavorano prodotto italiano, per carità, fanno bene, ma questi fondi non dovrebbero arrivare dal ministero dell’agricoltura italiana”.

– Quindi, presidente, sicuramente fondi che sarebbe giusto destinare anche all’ortofrutta italiana?

“Certo, perché parliamo di un settore dove la produzione è sicuramente italiana”.

– Presidente, nel suo incontro con il ministro Lollobrigida, l’ortofrutta è stata anche citata ad esempio sulle conseguenze negative che potrebbe subire in vista della proposta del Nuovo Regolamento Ue sugli imballaggi.

“Infatti, con l’abolizione del packaging per frutta e verdura sotto 1,5 kg, andrebbe buttato un sacco di prodotto. E non sarebbe negativo solo per l’ortofrutta, perché se il supermercato deve buttare frutta e insalata, deve poi farla pagare di più per recuperare il costo e tutto ciò si scaricherebbe sui cittadini. Inoltre, alcuni prodotti ortofrutticoli sono già visti male, secondo noi a torto, come fonte di inflazione, e in una situazione del genere verrebbero penalizzati ancora di più”.

– Altrettanto netta la sua contrarietà alla proposta di regolamento Ue sul taglio dei fitofarmaci.

“Assolutamente, fatta così la proposta va riscritta totalmente, non ha né capo né coda. E’ una legislazione che non tiene conto di quello già fatto dall’agricoltura italiana, che in quindici anni ha ridotto del 35% l’utilizzo di fitofarmaci. Inoltre si parla di agrofarmaci per ettaro, ma non si considera quello che si produce su quell’ettaro, e certamente per un pascolo non serve lo stesso quantitativo di agrofarmaci da destinare, per esempio, alla produzione di fragole”.

“In definitiva – conclude Piccinini – la nostra posizione è di continuare a spingere sulla ricerca e trovare nuove soluzioni più sostenibili. Così arriveremo a ridurre anche di più sui fitofarmaci, rispetto a quanto si propone la Ue, ma non oggi che non abbiamo alternative!”.

Cristina Latessa

 

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