Pallet carichi di cassette di ananas e banane perfettamente commestibili ma senza qualche foglia oppure dalla buccia un po’ scura, e privi quindi dei requisiti per essere commercializzati; albicocche “segnate” dalle intemperie ma ancora gustosissime; angurie e meloni dolcissimi dentro ma ormai fuori tempo limite per la vendita; lattughe e pomodori che risentono dal caldo e non ce la fanno ad arrivare nei punti vendita ,
E’ incredibile la quantità di frutta e verdura che ogni giorno viene gettata nei Centri agroalimentari, nei mercatini e nei locali della piccola e grande distribuzione. Ce ne siamo resi conto di persona in occasione della visita organizzata all’Ortomercato di Milano, alla vigilia dell’odierna Giornata Internazionale della consapevolezza sulle perdite e sprechi alimentari, da parte di Orsero, che da due anni è parte attiva di uno dei progetti di recupero dell’invenduto più importanti e impattanti: Recup

Recup è un’Associazione di promozione sociale che contrasta lo spreco alimentare attraverso un’azione partecipata e inclusiva nei mercati di Milano e Roma. Dal 2016 è riuscita a recuperare oltre 300 tonnellate di prodotti ortofrutticoli ancora edibili che diversamente sarebbero stati buttati via, perchè troppo maturi o esteticamente non conformi. L’attività si svolge anche in 10 mercati scoperti.
All’Ortomercato milanese è attiva due volta a settimana con un proprio stand, dove a partire dalle 8 di mattina, dopo attenta selezione da parte di un nutrito gruppo di volontari, raccoglie fino a 5 tonnellate di prodotti a giornata.

Ogni settimana l’organizzazione riceve dai commercianti decine di cassette con prodotti invenduti, che vengono selezionati e distribuiti gratuitamente. Uno dei principi cardine dell’associazione è che chiunque aiuta nel recupero e nella selezione ha diritto a una parte di ciò che viene “salvato” senza fare distinzioni tra persone in situazione di difficoltà, volontari/e e passanti incuriositi.
Per quanto riguarda Orsero, la lotta allo spreco alimentare è il nocciolo del Piano Strategico di Sostenibilità: un tema che ha impatti su tutte le quattro aree della strategia aziendale – il valore delle persone, le filiere responsabili, l’alimentazione sana e sostenibile e, infine, l’impatto sul pianeta – e coinvolge ogni attore lungo la filiera ortofrutticola.

Nel 2022 Orsero ha salvato circa 856 tonnellate di frutta e verdura: si tratta, conviene l’azienda, di una minima percentuale se consideriamo il volume totale movimentato (circa lo 0,11%), ma corrisponde a 4.153.208 di porzioni di frutta e verdura donate (623 tonnellate, per un controvalore in termini di costo di 606.000 euro); e a 233 tonnellate di prodotto recuperato e destinato a filiere diverse da quella dell’alimentazione umana. La gestione del tema si basa su un duplice approccio: da una parte la prevenzione, dall’altra il contrasto allo spreco e agli scarti.
A livello europeo Orsero ha stretto una partnership con FEBA (European Food Banks Federation) per la redistribuzione del prodotto alimentare invenduto nei Paesi in cui opera, andando a ridurre lo spreco alimentare e migliorare l’impatto ambientale, sociale ed economico della sua attività.

Nel 2023 ha rafforzato l’impegno stringendo nuove partnership con soggetti che la possono aiutare nel recupero e nella valorizzazione dei prodotti, a cui vengono donate le eccedenze: Antoniano (Bologna); ACLI Roma; Fondazione Solidarietà Caritas ETS (Firenze); Fondazione Caritas San Saturnino (Cagliari); COOPI. Con In chiave sostenibilità si inquadra anche lo studio in corso, sempre da parte di Orsero, per estendere la shelf life dei prodotti.
Mirko Aldinucci
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