PESCHE PIATTE, LA CALABRIA CI RIPENSA, MEGLIO LA SICILIA

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Dopo un inizio molto buono la campagna commerciale delle pesche piatte è proseguita in modo lento e con remunerazioni per il prodotto sfuso poco premianti che a stento arrivano a coprire i costi di produzione che si attestano su una media di 30 centesimi al chilo. Le varietà precoci, calabresi e siciliane, avevano invece spuntato, grazie alla scarsità di prodotto circolante, quotazioni intorno ai 75 centesimi al produttore.

Gli agricoltori calabresi, che da circa un quinquennio avevano deciso di investire su queste varietà, nei due poli di Cosenza (Sibari e Sila) e di Catanzaro, stanno ora facendo una riflessione. “Negli ultimi cinque anni – spiega al Corriere Ortofrutticolo Elio Perciaccante, che produce 45 ettari nel Sibarita con pesche piatte di varietà Ufo 4 che conferisce all’OP Osas di Corigliano – si è assistito alla massiva creazione di nuovi impianti di piatte in Calabria, perché allora si credeva in questo prodotto che garantiva remunerazioni elevate al produttore, superiori all’euro al chilo. Secondo una stima prudenziale, in tutta la Regione siamo arrivati a coltivare circa 200 ettari che, su poco meno di mille su scala nazionale, rappresentano una quota significativa”.

Certo siamo ancora ben lontano dagli oltre 15 mila ettari della Spagna che è il principale competitor e che, in questa metà campagna si sta presentando con un prodotto molto competitivo a fronte di un mercato, denunciato dagli operatori come lento.

“I nostri riferimenti distributivi – precisa Perciaccante – ossia la piattaforma dell’Ortomercato, ci riferiscono di un andamento lento delle contrattazioni. Il prodotto rimane a lungo sui bancali e questo determina che i produttori non aggregati, quelli cioè che agiscono in ordine sparso, hanno fretta di dar via la propria merce che non può stare in magazzino più di 20 giorni per via dell’alta deperibilità, con una conseguente gara al ribasso aggravata dalla competizione aggressiva dei competitor internazionale e da un calo della domanda. Se si è bravi, a fine campagna si potrà sperare di avere raggiunto un prezzo medio al produttore di 40 centesimi e questo andrebbe già bene. Per questo spediamo la maggior parte della merce, circa il 60%, all’estero”.

Diverso l’andamento per le varietà precoci (specie siciliane) e per quelle brandizzate che hanno avuto una campagna migliore.

“Stiamo per finire la raccolta”, dichiara Salvo Laudani, che con Oranfrizer commercializza la varietà di pesche piatte a polpa bianca a marchio ‘Terre e Sole di Sicilia’. “Dopo un inizio di campagna brillante stiamo registrando un finale un po’ rallentato ma valutiamo comunque in maniera soddisfacente l’andamento dei prezzi. La qualità ha pagato molto”.

Mariangela Latella

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