IN PIEMONTE NASCE UN MAXI DISTRETTO DELLA FRUTTA: COINVOLTE 8 OP

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Una firma raggruppa settemila addetti e 14 mila stagionali che lavorano in oltre 16 mila ettari di frutteti distribuiti su 44 Comuni piemontesi. A Lagnasco, nel salone del castello Tapparelli, è stato siglato l’atto costitutivo del Distretto del cibo della frutta, il più grande dei tre distretti del cibo del Piemonte, e fra quelli con più Comuni ed enti in Italia.

Da un lato, come ricorda La Stampa, la firma rappresenta il punto di arrivo di un percorso ormai decennale, che ha portato negli anni scorsi alla costituzione del Tavolo della frutta del Monviso e ad altre politiche di filiera. D’altro canto, però, è innegabile che la nascita del Distretto rappresenti l’inizio di un percorso verso la costruzione di una filiera della frutta che sappia dare forza e valore al comparto, che oggi paga lo scotto di una crisi sui costi e di mercato che rischia di mettere in seria difficoltà aziende che da oltre mezzo secolo investono sulla frutta.

Si chiama Distretto del cibo della frutta, appunto, e identifica la principale area a vocazione frutticola del Piemonte, e fra i più rilevanti a livello nazionale, dove vengono coltivati i due terzi della frutta del Piemonte e generato il 50% del Pil di filiera regionale. Nel territorio di Distretto ricadono quasi l’87% dei meleti coltivati in Piemonte, il 97% delle nettarine, oltre il 76% delle coltivazioni di kiwi, poco meno del 74% dei pereti, il 72% dei susini e il 42% dei pescheti.

Ne fanno parte città come Cuneo, Saluzzo, Fossano e Savigliano, centri come Barge, Cavour, Busca, le valli Po, Varaita e Maira, enti quali Camera di commercio di Cuneo, Fondazione Agrion, Polo Agrifood, i rappresentanti dei produttori, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Confcooperative, le 8 organizzazioni dei produttori presenti sul territorio (Coop Jolly, Eden Fruit, JoinFruit, Lagnasco Group, Ortofruit, Piemonte Asprofrut, Rivoira, Solfrutta), l’associazione Pro Cavour e l’associazione Pro Loco Lagnasco. Roberto Dalmazzo, sindaco di Lagnasco, componente della cabina di regia e fra i principali promotori del Distretto, commenta: «Dovremo confrontarci e lavorare insieme, senza campanilismi, per trovare la strada e le risorse che permettano al Distretto di lavorare alla promozione del prodotto locale. In ballo c’è il futuro di 4.500 aziende. Non è stato semplice arrivare a questo punto che definisco di partenza, attraverso mesi di lavoro, alla progettazione dello Studio Quintana, al confronto con tutti i sindaci del territorio, le organizzazioni agricole e di produttori. Ora dobbiamo essere bravi a cogliere le opportunità che Regione, Governo ed Europa ci offriranno attraverso i bandi a sostegno della filiera».

Alla firma dell’atto notarile, illustrato dal notaio Elio Quaglia, oltre ai 44 sindaci del territorio e agli enti sottoscrittori, erano presenti il presidente della Provincia Luca Robaldo e i consiglieri regionali Paolo Demarchi e Matteo Gagliasso. L’areale frutticolo distrettuale si sviluppa in oltre 16 mila ettari (15.288 in provincia di Cuneo e 942 nella territorio della Città metropolitana di Torino, nei comuni aderenti di Cavour, Osasco e Campiglione Fenile).

Tra le finalità del neonato distretto, come ricorda ancora La Stampa, ci sono la creazione di uno strumento innovativo per la promozione del prodotto territoriale, la valorizzazione dell’identità comune e la creazione di filiere legate al comparto frutta.

La cabina di regia del nuovo Distretto, eletta nel corso della prima assemblea, è composta da Giacomo Ballari (Agrion), Claudio Conterno (Cia Cuneo), Enrico Allasia (Confagricoltura Cuneo), Alessandro Durando (Confcooperative Cuneo), Ivo Migliore (Condiretti Cuneo), Giancarlo Bodrero (Coop. Jolly), Domenico Paschetta (Ortofruit Italia), Domenico Sacchetto (Piemonte Asprofrut), Fabrizio Risso (Lagnasco Group), Sergio Paschetta (Comune di Cavour), Roberto Dalmazzo (Comune di Lagnasco), Giancarlo Armando (Comune di Tarantasca) e Mauro Calderoni (Comune di Saluzzo)

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