IL PORTO DI TRIESTE INVESTE 58 MILIONI NEL NUOVO POLO DEL FRESCO

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Il porto di Trieste punta sul fresco. L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale ha presentato a Fruit Logistica il progetto Prosecco Fresh Hub.

L’evento moderato dalla giornalista Barbara Gruden, corrispondente Rai a Berlino, si è tenuto nello stand del sistema portuale giuliano, alla presenza dei maggiori operatori e terminalisti del settore.

Dopo i saluti del vicepresidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia Massimiliano Ciarrocchi, il presidente dell’Authority Zeno D’Agostino ha presentato i dettagli del futuro polo del fresco che prevede un investimento totale per più di 58,5 milioni di euro, partendo proprio dalla posizione geografica strategica del porto di Trieste, situato nel punto più a nord del Mediterraneo, e dunque al servizio del Centro-Est Europa.

L’obiettivo del progetto Prosecco Fresh Hub è la creazione di un polo logistico per lo sviluppo di una filiera agro alimentare sostenibile a Prosecco. La scelta della zona è dettata dalla sua vicinanza all’asse viario autostradale che connette il Nord Italia e l’Est Europa al fine di alimentare i mercati storici del porto di Trieste.

Il presidente D’Agostino ha esordito sottolineando come “per far crescere il porto bisogna investire fuori dal porto. Prosecco Fresh Hub è fondamentale perché unisce la capacità di innovazione tecnologica a una fortissima accessibilità dell’area”.

L’idea progettuale prevede la realizzazione, su un’area complessiva di 155.000 metri quadrati, della nuova sede del mercato ortofrutticolo di Trieste e di un magazzino refrigerato dedicato a varie tipologie merceologiche. Il magazzino refrigerato si estenderà su una superficie di 18.000 metri quadrati e potrà garantire 20.000 posti pallet a temperatura controllata e sarà differenziabile a seconda delle esigenze degli operatori.

Le tecnologie utilizzate saranno di ultima generazione per quanto riguarda le tecniche costruttive e di coibentazione. La logistica di magazzino, sarà completamente automatizzata e basata su logiche di intelligenza artificiale per l’ottimizzazione dei processi.

Il mercato ortofrutticolo di Trieste, dal suo canto, si svilupperà su una superficie di 7.200 metri quadrati e, grazie alla sua ubicazione e al suo collegamento funzionale con l’hub refrigerato, potrà facilitare le operazioni di sdoganamento e distribuzione urbana delle merci.

L’approvvigionamento energetico dell’intero polo sarà garantito da un parco fotovoltaico di ultima generazione installato sulla copertura degli edifici, ottenuto ottimizzando le superfici occupate dalle infrastrutture senza consumo di spazio bioproduttivo.

La struttura sarà connessa con il porto di Trieste grazie a un’area logistica di 3000 metri quadrati e alla sua immediata vicinanza all’asse viario autostradale al fine di incentivare l’occupazione e la commercializzazione dei prodotti agroalimentari tanto in import, attraverso il potenziamento dei collegamenti diretti con l’Africa Mediterranea e Medio Oriente, quanto in export, attraverso l’apertura di concrete opportunità di internazionalizzazione per le imprese del territorio.

Con l’implementazione del regime di Punto Franco la struttura sarà un unicum a livello internazionale, suscitando l’interesse dei maggiori stakeholders, e rendendo possibili ingenti investimenti, grazie alla presenza in loco degli uffici dell’Amministrazione doganale e della Guardia di Finanza che permetteranno un rapido espletamento delle operazioni.

Considerato lo stato della maggior parte degli immobili, si è scelto di demolire totalmente i fabbricati esistenti recuperando tutti i possibili sprechi derivanti dalla demolizione stessa. In tal senso, l’intervento si pone anche come un importante riqualificazione di un’area, da sempre votata alla logistica, ma ad oggi in disuso ed in evidente stato di abbandono. Ai 6.500.000 euro necessari per le demolizioni e per la preparazione dei terreni, si aggiungono 42.500.000 euro per la costruzione e la pavimentazione degli edifici. Si stima, inoltre, un costo di 9.000.000 euro per l’acquisizione delle aree, per un totale di 58.500.000 euro.

Si tratta, dunque, di un progetto di forte impatto dal punto di vista della sostenibilità, come ha voluto evidenziare infine D’Agostino: “C’è integrazione con la ferrovia, che è sempre il nostro must e che quindi è l’elemento di punta della nostra presentazione di oggi. C’è l’integrazione con tutto il mondo della logistica del fresco regionale: dalla SDAG di Gorizia, Seadock, Interporto di Trieste, Samer&Co. Shipping, a Trimar – oggi ci siamo tutti e presentiamo come sistema i nostri servizi al mercato internazionale, non solamente le infrastrutture, perché alla fine sono i servizi degli operatori privati che danno il vero valore aggiunto a quello che stiamo facendo”.

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