“Di errori ne ho fatti tanti”, confessa Andrea Passanisi, uno dei pionieri della coltivazione dei frutti tropicali in Sicilia. “Ma è il prezzo che paga chi si avventura in un comparto agricolo poco conosciuto e che non ha modelli da copiare”, si consola.
“Le mie prime sperimentazioni nell’azienda di famiglia risalgono ad oltre 20 anni fa. Finiti gli studi di giurisprudenza di intraprendere la professione forense non ne avevo proprio voglia: troppo forte il richiamo della campagna”. Così su quelle terre vulcaniche dove genitori, nonni, bisnonni hanno sempre coltivato il limone (quello dell’Etna che da qualche anno è certificato Dop), il giovane Passanisi ha provato a coltivare mango, avocado, fejoia, anona e papaya. Con risultati non sempre soddisfacenti per via dell’inesperienza e della scarsa conoscenza delle esigenze delle diverse specie tropicali che in alcune aree della Sicilia limitate – nel numero e nell’estensione – hanno trovato una nuova casa. Oggi Passanisi che nell’arco di vent’anni, non solo si è specializzato nella produzione dei frutti tropicali, ma ha dato vita e sviluppato una florida azienda commerciale che ha chiamato “Dal Tropico”, dei frutti esotici è diventato esperto ed è prodigo di consigli per i neofiti. “Peccato che troppo spesso gli agricoltori – e purtroppo anche i loro progettisti – si lascino “ammaliare” dai facili profitti e non chiedano, ad esempio, informazioni a chi ha già realizzato l’investimento”.
Inutile pensare, infatti, che le colture tropicali possano essere coltivate ovunque in Sicilia. I cambiamenti climatici non hanno provocato la tropicalizzazione del bacino del Mediterraneo, ma solo un innalzamento delle temperature medie che quasi mai è accompagnato dall’aumento delle precipitazioni. Ed è proprio il fabbisogno idrico che frena lo sviluppo di questa coltura in Sicilia come in Calabria, dove hanno i tentativi si sono spesso tradotti in forti delusioni. E allora come spiegare il successo che soprattutto avocado e mango stanno riscuotendo alle falde dell’Etna? La fascia che comprende Giarre, Riposto, Fiumefreddo, Giardini Naxos, tutti paesi della provincia Catania che guardano il mare Ionio, è caratterizzata da terreni di origine vulcanica molto sciolti e piogge abbondanti: Giarre ad esempio è uno dei comuni più piovosi della Sicilia. “Nonostante la siccità abbia caratterizzato la Sicilia per tutto il 2024, nelle nostre zone il ricorso all’irrigazione è stato limitatissimo: le piogge anche se ridotte, sono state sufficienti, la naturale freschezza dei terreni vulcanici ha fatto il resto”.
Andrea Passanisi ci tiene a sottolineare che nelle aziende di famiglia (tre a Giarre più una nascente a Fiumefreddo dove l’investimento è stato realizzato da poco) la coltura del limone non è stata sostituita da quella dei frutti tropicali. Avocado e mango non rimpiazzano i tradizionali limoneti, piuttosto trovano casa dove c’erano vigneti in abbandono oppure orti.

Passanisi si occupa della commercializzazione di frutti tropicali da 18 anni. Con il tempo ha strutturato meglio la propria attività. Adesso è il Ceo di “Dal Tropico”, la società cooperativa che si occupa di commercializzare i frutti tropicali made in Sud e che è titolare dei marchi “Sicilia Avocado” e “Etna Mango”. Avocado, mango, passion fruit, litchi e papaya vengono prodotti in 57 aziende per una superficie complessiva di circa 200 ettari. La gran parte sono dislocate in Sicilia ai piedi dell’Etna ma ce ne sono altre sette (a cui presto se ne aggiungeranno altre quattro) in Calabria.
“Nella filiera le superfici delle singole aziende è diversa, ma grandi o piccole – osserva Passanisi – per noi non è molto importante: grazie ai prezzi che riusciamo a spuntare sul mercato premiamo l’impegno nella coltivazione e la valorizzazione del territorio”. Complessivamente “Dal Tropico” tratta quantità che oscillano tra 1,8 e 2,2 tonnellate. “L’oscillazione dipende dalla stagione ma – sottolinea l’imprenditore di Giarre – il livello produttivo così elevato si può raggiungere solo alle pendici dell’Etna: qui, fortunatamente, riusciamo a più del doppio rispetto ad altre zone”.
La parte del leone la fa l’avocado che rappresenta l’80 per cento circa del volume immesso in commercio. Segue il mango che occupa il 15 per cento e gli altri frutti (passion fruit, litchi e papaya) a ruota con il 5 per cento. “Si tratta di produzione certificata biologica che in alcuni casi, e a richiesta delle piattaforme commerciali declassiamo a ‘residuo zero’”. Il motivo? Chi compra non è attrezzato con le certificazioni per il bio che costano davvero tanto.

“La nostra attività commerciale durante l’anno non ha soste – spiega Passanisi – ci sono periodi, è vero in cui i volumi sono più limitati, ma il nostro marchio è presente sul mercato ogni mese. L’avocado ci occupa da metà ottobre a fine maggio; il frutto della passione e papaya da aprile a luglio e per finire in agosto-settembre le piccole partite di litchi”. Insomma una bella varietà che trova facile sbocco sul mercato grazie a elevata qualità e puntualità. Elementi che hanno giocato un ruolo importante per la chiusura di importanti contratti con Lidl Italia e Malta (qui a partire da fine novembre si possono trovare in confezioni a due frutti) e con marchi della Gdo per i quali Dal Tropico fornisce prodotto a “private label”.
Il punto di forza del tropicale siciliano lo spiega l’imprenditore di Giarre: “Quale altro frutto tropicale e per di più certificato biologico può raggiungere in meno di 18 ore dalla raccolta i mercati europei?”. Ma insieme ai canali commerciali della Gdo, Passanisi non ha rinunciato al rapporto diretto con i consumatori e vende direttamente attraverso il sito siciliaavocado.it. E così nel rispetto della stagionalità offre ai propri clienti diverse varietà di mango (Glenn, Kensinton Pride, Osteen, Keitt e Irwin) e ben 5 varietà di avocado: il Bacon, cremoso e leggero perfetto per salse e creme delicate; Fuerte, dal sapore intenso e dalla consistenza burrosa che si sposa bene a insalate e toast. E poi il richiestissimo Hass, l’Orotava e il Reed.
Da un anno Passanisi ha anche deciso di sottoporre a trasformazione gli avocado. Sottoposti a un processo di spremitura a freddo ne ricava un olio in purezza dalle particolari caratteristiche nutraceutiche: ricco di polifenoli e di micronutrienti, il suo impiego è consigliato sia in ambito nutrizionale che cosmetico.
Angela Sciortino