REGOLAMENTO IMBALLAGGI, NUOVO STUDIO DI IMPATTO AL TRILOGO. SCORDAMAGLIA: “SI RIMANDI ALLA PROSSIMA COMMISSIONE”

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“La regolamentazione sugli imballaggi è il peggior esempio di proposta ideologica, antiscientifica e strumentale, avanzata dalla Commissione europea, con la scusa della transizione verde”: così Luigi Scordamaglia (nella foto), amministratore delegato di Filiera Italia è intervenuto oggi dall’evento “The European Packaging regulation: benefit or damage for the fruit or vegetable supply chain”, che si è tenuto alla fiera Fruit Logistica di Berlino.

“Una proposta che sortirebbe effetti negativi sotto tutti i punti di vista”, ha aggiunto Scordamaglia. “Riduzione della shelf life per i prodotti deperibili e conseguente aumento dello spreco alimentare, crisi del settore ortofrutticolo di quarta gamma con decine di migliaia di posti di lavoro a rischio, e – aggiunge l’amministratore delegato – il tutto con un impatto ambientale negativo non trascurabile”. Secondo i più recenti studi, il passaggio dal riciclo al riuso comporterebbe, infatti, un aumento del 180% delle emissioni di CO2 e un aumento del 240% del consumo di acqua.

“Un provvedimento deleterio che colpisce in primis il nostro Paese  e le aziende italiane che hanno investito in un percorso di sostenibilità che negli ultimi anni ha portato l’Italia a diventare un punto di riferimento mondiale nel materiale innovativo riciclabile e a raggiungere obiettivi in termini di riciclo più elevati rispetto alla stragrande maggioranza degli altri Paesi Ue” – ha detto ancora Scordamaglia, sottolineando che il tasso di riciclo complessivo degli imballaggi in Italia era del 73,3% nel 2021, superando così l’obiettivo del 70% fissato per il 2030 e posizionando  il nostro Paese al secondo posto in Europa per riciclo di imballaggi pro capite.
“Negli scorsi mesi abbiamo più volte spiegato le nostre ragioni, – ha avvertito Scordamaglia –  ma dopo mesi e mesi di di assenza di studi di impatto è stata annunciata durante la prima riunione del trilogo dal Commissario Sinkevičius, l’imminente presentazione di un tale studio. Tutto ciò, alla fine del processo legislativo, rappresenta un pericoloso attacco alle prerogative delle altre istituzioni dell’Unione europea”. Ha, infine, concluso l’amministratore delegato: “È necessario più tempo per lavorare sui nuovi dati e ciò non è compatibile con i tempi stretti prima delle elezioni europee. Pertanto i triloghi dovrebbero cessare e la questione dovrebbe essere deferita alla nuova Commissione”

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