SICCITÀ, GRUPPO DI LAVORO AREFLH. CASELLI: “SERVONO PIÙ INVESTIMENTI DA RISORSE PAC, OCM E PNRR”

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I temi caldi a cuore del settore ortofrutticolo, dalla nuova PAC al Regolamento Ue sugli imballaggi, e con la preoccupazione siccità a pesare sullo sfondo, sono stati al centro del dibattito dell’assemblea generale di AREFLH-Assemblea delle Regioni Europee Frutticole, Orticole e Floricole, che si conclude oggi a Lleida, nella regione della Catalogna in Spagna.

Simona Caselli durante l’assemblea AREFLH

“Due giorni di confronto, in un’assemblea molto partecipata (alla presenza, tra l’altro, di rappresentanti della Commissione e del Parlamento UE, oltre che del presidente Cogeca Ramon Armengol, ndr) che ci ha dato grande soddisfazione – racconta al Corriere Ortofrutticolo la presidente di AREFLH, Simona Caselli –. Visto che la siccità è la preoccupazione trasversale del settore, perché la situazione è grave non solo nella zona mediterranea ma anche nel Nord Europa, abbiamo deciso di istituire sulla questione un gruppo speciale di lavoro capitanato dalla Regione Valencia, con dentro le nostre OP di tutta Europa. Lavoreremo per chiedere soluzioni di emergenza in caso di gravi cali di produzione ma chiederemo anche due cose: da un lato maggiori investimenti in ambito OCM e PAC per le infrastrutture idriche e irrigazione di precisione. Dall’altro, maggiori investimenti, anche pubblici, attraverso il PNRR, per la parte idrica. Perché il governo si è abbastanza concentrato sul discorso energia, un pò meno, secondo noi, sul discorso dell’acqua, che però è fondamentale per l’agricoltura”. “Non scordiamoci – prosegue Caselli – che il cambiamento climatico ha effetti sulla corsa dell’inflazione su cui già aleggia l’incertezza geopolitica. Per esempio, già sappiamo che l’Argentina, grande esportatore di mais, produrrà quest’anno il 15 per cento in meno e sappiamo anche che altri Paesi sono in sofferenza produttiva. Se non si raddrizza questa situazione, anche nell’ortofrutta ci sarà una situazione di scarsità che porterà all’aumento dei prezzi, questa è una preoccupazione molto seria per il settore”.

Un momento dell’assemblea AREFLH

– Presidente, cosa è emerso dal confronto AREFLH puntato sui principali dossier europei?

”Per quanto riguarda l’OCM, siamo soddisfatti perché alcune misure che abbiamo chiesto sono state inserite, adesso inizia la nuova OCM e vediamo come andrà. L’altra cosa che ci riguarda moltissimo, il nuovo Regolamento UE sugli imballaggi, presenta quel divieto di imballare la frutta sotto il chilo e mezzo che crea molti problemi, dal rischio di spreco del cibo molto grave al deterioramento del prodotto. Siamo completamente d’accordo sull’utilizzo di proposte come le cassette riciclabili con sponde abbattibili, e ricordiamo che in Italia abbiamo già ridotto di molto i livelli di plastica negli imballaggi. Quello che si può fare è naturalmente aumentare la quota di riciclato, anche se pure qui siamo piuttosto avanti rispetto ad altri Paesi. Si stanno introducendo le plastiche compostabili ma la tecnologia non è del tutta pronta. Però il nuovo Regolamento partirebbe dal 2030, un po’ di tempo quindi ce l’abbiamo e la tecnologia delle plastiche compostabili potrà trovare nuove soluzioni. Quel che è certo è che la Commissione UE non deve dare obiettivo intermedi troppo ravvicinati quando ancora non c’è l’alternativa, il sistema deve avere il tempo di mettersi in moto adeguatamente. Il rischio di non poter più imballare è di non poter esportare più adeguatamente; il modo di portare le pesche a Berlino senza plastica in condizioni decenti ancora non ce l’abbiamo, significherebbe veramente sprecare un sacco di cibo. Sappiamo anche che ridurre lo spreco di cibo è un altro ambizioso obiettivo comunitario, quindi? Inoltre l’impatto del cibo buttato via, a livello ambientale, è peggio dell’impatto dell’imballaggio”.

– Presidente, i traguardi di AREFLH che vi soddisfano?

“Siamo contentissimi dell’AREFLH attuale che si ampliata negli ultimi anni ed è arrivata ad avere rappresentanze di 10 Paesi europei. Inoltre, di recente siamo stati chiamati a far parte dell’Eu Cap Network, il network europeo della PAC che mette insieme la parte di attuazione, ricerca e controllo della Politica agricola comune. E’ un network di cui fanno parte solo 28 organizzazioni in Europa, essere lì dentro è importantissimo per noi e ci permetterà di mettere in evidenza le buone pratiche dei nostri soci sulla sostenibilità in generale. Poi, l’altra cosa che ci è data soddisfazione enorme è essere entrati nei Gruppi di dialogo civile con cui la Commissione europea dialoga all’inizio quando sta per emanare le nuove normative per avere la prima impressione e poi consulta periodicamente in fase di attuazione delle normative. Questo indubbiamente è un grandissimo passo avanti che naturalmente è anche impegnativo, ma i nostri soci stanno rispondendo bene. Ci soddisfa anche l’interlocuzione che abbiamo avuto sul regolamento degli imballaggi con la Commissione e il Parlamento UE. Non scordiamoci poi la questione pesticidi, abbiamo l’impressione che l’opinione pubblica non conosca abbastanza i passi avanti fatti dal settore in questo campo, comunque sarà un dossier che ci vedrà impegnati nei prossimi mesi”.

L’auspicio finale per l’Organizzazione che guida?

“Siamo un’Organizzazione articolata che, per la sua rappresentanza di Regioni europee e Op, riesce a fare sintesi di livello alto ed è capace di essere ascoltata dalle istituzioni Ue. Siamo un’Organizzazione costruttiva, l’auspicio è che continuino ad ascoltarci in modo da riuscire a portare a casa, come già riuscito in passato, dei bei risultati”.

Simona Caselli ha concluso la giornata annunciando che la prossima assemblea generale AREFLH si terrà in Macedonia Centrale (Grecia) nel 2024.

Cristina Latessa

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