SPESA AL SUPERMERCATO SENZA CASSE DI CONAD A VERONA: ECCO COME È ANDATA

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di Mirko Aldinucci

Potenziali clienti dai capelli bianchi guardano all’interno dall’ampia vetrata indecisi se varcare le porte automatiche o meno; dentro, mezza dozzina di persone aspettano in coda di fare il checkout, confidando nell’assistenza del personale.

Inaugurato mercoledì 8 novembre, il “Tuday CONAD” di Verona, in pieno centro storico, nell’ambito del progetto aziendale “Prendi & Vai”, ha fatto parlare di sè quale “primo negozio senza casse in Italia”.

In realtà a Terni nel 2020 l’insegna Vivogreen lanciò un format analogo ad Amazon Go, ma poco importa: colorato, luminoso, dal layout ordinato, lo store Tuday CONAD veneto lascia subito un’impressione  positiva.

Ed è davvero vasta, in rapporto alla superficie di 200 metri quadri, la gamma di prodotti pronti  al consumo, dalle zuppe pronte alle insalate a marca del distributore, dai risotti e burger Dimmidisì alle verdure di V Gamma dell’azienda veronese Savi fino agli estratti. Anche Beretta è presente con le sue “soluzioni” take away.

Il bancone refrigerato principale è collocato alla sinistra dell’entrata; ad accogliere i consumatori, una volta oltrepassato il cancelletto d’ingresso, un reparto ortofrutta vivace e e ben allestito con svariati prodotti di stagione in versione sfusa.

La cura per i prodotti freschi ben si abbina all’attenzione per i prodotti confezionati e pronti al consumo, disposti anche nell’area posteriore a frutta e ortaggi freschi.

Il supermercato scaligero si inserisce in un contesto di prossimità e spesa di vicinato. Un punto vendita che guarda ai turisti e alla clientela internazionale come dimostrano la scelta della location a due passi dal Cortile di Giulietta e l’opuscolo informativo bilingue. Ampio l’orario di apertura: 7.30-22, dal lunedì alla domenica.

La cooperativa trentina Dao, che è la più piccola del pianeta CONAD ed è artefice dell’operazione, ha già in programma una seconda apertura proprio a Trento.

Dal punto di vista “tecnico”, l’infrastruttura per la realizzazione del flusso di pagamento digitale è stata fornita da Nexi. La clientela può prelevare dagli scaffali i prodotti che intende acquistare, metterli in borsa o nelle tasche. e poi uscire, senza necessità di passarli al nastro cassa. In tutto il negozio, infatti, appositi sensori identificano  gli articoli scelti e li aggiungono al carrello virtuale, fino al momento del checkout.

Telecamere e bilance “intelligenti” riconoscono quanto scelto da ogni cliente, che può visualizzare gli acquisti su appositi totem una volta raggiunta l’area di pagamento.

Qui il saldo avviene in modo esclusivamente digitale: è possibile pagare con bancomat, carte di credito di ogni circuito oppure con la app “Tuday Prendi & Vai”. Per concludere il pagamento va scansionato il QR code generato in app sotto i totem di uscita.

“Aprire il primo autonomous store italiano è per noi di Dao, la più piccola delle Cooperative della famiglia Conad, motivo di grande soddisfazione e orgoglio – ha spiegato il CEO Alessandro Penasa – un passo importante reso possibile grazie alla grande squadra di cui Nexi fa parte da anni. Insieme abbiamo risolto le difficoltà di un negozio cashierless costruendo un sistema di pagamento tanto evoluto e fluido da essere invisibile. Come la migliore tecnologia dev’essere: uno strumento al servizio del business”.

Positivi i commenti degli addetti ai lavori: “La prima cosa ad attirarmi – ha scritto il vicepresidente di Confcommercio ed ex AD CONAD Francesco Pugliese – è stato il reparto ortofrutta: posizionato di fronte all’ingresso, dà subito il benvenuto a chi entra nel negozio. Ho voluto provare l’intera esperienza, che ho trovato inedita e interessante. Appena si entra, si può prendere un carrellino oppure farne a meno. Basterà mettere gli acquisti in una borsa o in uno zaino. Tutto viene registrato dalle telecamere sul soffitto e dai sensori sugli scaffali, che identificano clienti e prodotti per creare lo scontrino virtuale. Una volta terminata la spesa, mi sono avvicinato a uno dei totem vicini all’uscita e ho scelto di pagare con carta di credito. L’intelligenza artificiale ha fatto il resto”.

“Quando la tecnologia è al servizio della persona e non in sostituzione dell’ uomo si produce vera innovazione”, conclude Pugliese. “Bravi!”.

Un commento che ha scatenato varie reazioni sui social, soprattutto da parte di chi teme che questa formula prefiguri una graduale uscita di scena della componente umana. Il punto vendita veronese però il personale (sette unità) ce l’ha. Nei primi giorni di apertura è stato duramente impegnato a illustrare alla clientela come gestire la fase del pagamento. E continuerà così: il personale, a differenza di store cashless di altri Paesi, resterà un supporto costante.

Il sistema è sofisticato, ma l’impressione è che qualche cosa da perfezionare possa esserci: nel nostro caso, delle due zuppe acquistate, una non era stata subito “rilevata”.

mirko.aldinucci@freshcutnews.it

(fonte: Freshcutnews.it)

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