WEEK END DA INCUBO, MILIONI DI EURO DI DANNI PER IL MALTEMPO A NORD

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E’ stato un fine settimana da incubo per molte aree del Nord del Paese, sferzate dal maltempo che ha gravemente compromesso svariate produzioni ortofrutticole dal Veneto all’Emilia Romagna fino alla Lombardia.

Temporali tropicali, maxi grandinate, trombe d’aria. Ma andiamo con ordine: chicchi di grandine grandi come palle da tennis hanno colpito sabato le colture dell’Emilia-Romagna, in particolare nelle province di Parma (Sala Baganza, Felino, Corcagnano, Carignano, Vigatto), Reggio Emilia (Salvaterra, Pratissolo), Modena (Mirandola, Rivara, San Felice sul Panaro, Massa Finalese, Finale Emilia, Cavezzo), Bologna (San Giovanni in Persiceto, Baricella), Ferrara (Cento, Bondeno, Montestirolo, Vigarano Mainarda, Voghiera, Argenta) e Ravenna (Lavezzola, Conselice, Voltana, Alfonsine, Fusignano, Bagnacavallo e buona parte della costa, da Casalborsetti a Marina di Ravenna) danneggiando pomodori, vite, cocomeri, meloni, mais, pere, barbabietole, zucche e patate e provocando milioni di danni, fra quelli procurati alle colture e quelli riportati dalle attrezzature agricole e dalle strutture.

Il primo bilancio dei tecnici di Confagricoltura restituisce un quadro desolante per l’Emilia: la poca frutta che si era salvata dai temporali delle scorse settimane è andata persa. Inoltre, si registrano danni anche a frutteti e serre.

La Regione Emilia Romagna scende in campo: “Bisogna agire su più fronti: da una parte procederemo prima possibile per raccogliere le segnalazioni dei danni da grandine estrema attraverso gli strumenti di ricognizione regionale già attivi, e a chiedere risorse per le imprese agricole. Abbiamo già attivato l’emergenza regionale e chiederemo l’emergenza nazionale, confrontandoci con le altre Regioni, per garantire risorse ai territori colpiti. Chi ha perso tutto il raccolto ha necessità di essere sostenuto, per non rischiare di dover sospendere il proprio lavoro e quello dei propri dipendenti”. Così l’assessore all’agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca, Alessio Mammi, a proposito delle grandinate che si sono abbattute sabato pomeriggio su gran parte del territorio regionale, in particolare sulle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara e Ravenna, colpendo pesantemente le colture in campo, molte nella fase finale di maturazione.

In Lombardia la grandine ha distrutto campi di pomodoro pronti per la raccolta, angurie, meloni, zucche con milioni di euro di danni. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sugli effetti dell’ondata di maltempo che ha interessato la Lombardia, da Milano a Mantova fino a Bergamo con eventi estremi violenti e improvvisi che hanno abbattuto alberi, scoperchiato capannoni e colpito anche i tetti di case, oltre che stalle, serre e pannelli fotovoltaici.

Grandine e trombe d’aria hanno flagellato il territorio dall’Alto mantovano fino al Basso mantovano e al Destra Secchia, provocando danni alle colture. L’elenco dei comuni colpiti (Castel Goffredo, Goito, Sustinente, Quistello, Magnacavallo, Quingentole, Sermide, Ostiglia) tratteggia la geografia di un clima sempre più tropicale, soggetto a elevate temperature che si scontrano con correnti fredde e scatenano fenomeno meteorologici dalla potenza distruttiva.

Nel Basso mantovano, nell’area tra Quingentole, Sermide, Magnacavallo, meloni, angurie, pomodori, pere e zucche sono stati mitragliati dalla grandine.

In Veneto i tecnici dell’Avepa stanno delimitando le zone colpite dalla grandine caduta su varie colture in campo nei giorni scorsi: dalle piante da frutto alle verdure, dai cereali ai vigneti. Troppo presto per le stime dei danni anche se le percentuali delle perdite sono sembrate da subito ingenti. Il conto potrebbe aggravarsi a causa degli annessi rustici danneggiati: tetti di magazzini, serre, pannelli solari, mezzi meccanici. In molti casi – diversamente rispetto a quanto avviene già per le coltivazioni più esposte alle variazioni climatiche – per gli immobili non si ricorre a ulteriori assicurazioni per proteggere le strutture.

Sabato mattina nel veronese si è verificata una grandinata, a macchia di leopardo, nella bassa a San Giovanni Ilarione con chicchi della dimensione di palline da ping pong. Sono segnalati danni da grandine anche nell’est veronese, ad Affi, zona Incaffi, e Cavaion, come riferisce il direttore di Condifesa Verona CODIVE Michele Marani. Le coltivazioni a rischio sono vigneti, frutta, seminativi e oliveti.

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