EMBARGO RUSSO, MARTINA: “AGROALIMENTARE OCCASIONE PER MIGLIORARE LE RELAZIONI”

A quasi due anni dalle prime sanzioni Ue per la crisi ucraina, e a un anno e mezzo dall’embargo russo sui prodotti europei, è arrivato a Mosca il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina con un messaggio di rilancio dei rapporti: “l’agroalimentare è una buona via per un salto di qualità nelle relazioni, e comunque uno spazio di partnership formidabile tra i nostri due Paesi”.

Il Ministro ha visitato ProdExpo, esposizione fieristica di settore, che raccoglie migliaia di espositori, ma che vede per l’Italia quest’anno una rappresentanza non foltissima: solo 30 imprese, comunque agguerritissime per un mercato comunque ancora molto allettante. “Sono venuto a questa fiera come occasione per sviluppare la partnership commerciale con la Federazione russa” ha dichiarato il ministro in un briefing con la stampa italiana, come riporta AscaNews. “Ovviamente consapevoli del momento particolare che stiamo attraversando con Mosca, noi però siamo come sapete tra quelli che più spingono perché si riaprano i ponti della diplomazia e dell’intesa politica. Ci sono dei passi in avanti positivi, che ci auguriamo possano portare a novità utili. L’agroalimentare italiano ha sofferto in questi ultimi periodi dell’effetto dell’embargo russo, ma d’altra parte, vediamo quanta domanda di agroalimentare c’è”.

Martina, accompagnato dall’ambasciatore Cesare Maria Ragaglini e accolto alla fiera dal direttore dell’Ufficio Ice di Mosca Pier Paolo Celeste, ha ricevuto un caloroso benvenuto dagli imprenditori presenti. Con loro ha scambiato battute e assaggiato i prodotti della buona tavola italiana.

Il ministro ha riconosciuto il momento particolare che stiamo attraversando con Mosca, pur ricordando che, noi italiani, siamo tra quelli che più spingono perché si riaprano i ponti della diplomazia e dell’intesa politica. “L’auspicio è che maturino condizioni più positive di quelle che abbiamo ereditato” ha detto ai giornalisti. “Mi auguro che ci sia da parte di tutti uno sforzo. Conosco il lavoro che sta facendo il nostro Paese: siamo dentro a questo impegno. Ed è importante che dentro questo quadro ci siano esperienze di impresa. Il fatto che ci sia un ministro qui, qualcosa vorrà pur dire. Il fatto poi che questa visita possa portare a un impegno più solido e più forte, la prendo come una naturale conseguenza dell’impegno che mi prendo”.

Oggi si terrà un importante faccia a faccia con il vice primo ministro Arkadij Dvorkovich alla sede del governo russo, detta Casa Bianca. Dvorkovich già a settembre aveva specificato agli imprenditori italiani che l’embargo russo non verrà cambiato di una virgola, finché restano le sanzioni; aveva inoltre parlato di “piani per l’aumento della produzione agricola russa. Piani convenienti per tutti: per noi ma anche per i nostri amici italiani”. Secondo il vice premier “è il momento più conveniente per investire, perché è cambiata la situazione macroeconomica e in Russia è più vantaggioso produrre”.

“Noi continuiamo a lavorare affinché le imprese agroalimentari italiane si insedino sempre di più qui” aggiunge Martina. “Perché si sviluppino partnership imprenditoriali con esperienze russe. Credo ci siano le condizioni per fare questo lavoro e il fatto che ci sia un’ambasciata molto attrezzata su questo fronte e molto sul pezzo, e ci siano diverse imprese, attente al mercato russo, sono le premesse fondamentali per fare un buon lavoro”.

L’Italia resta comunque il quarto partner commerciale della Russia dopo la Cina, i Paesi Bassi e Germania, in base ai dati del Cremlino. A partire dal 2014 – osservano le fonti russe – negli scambi commerciali si notano tendenze negative: nel 2014 gli scambi sono diminuiti del 10% a 48,4 miliardi di dollari. Nel periodo gennaio-agosto 2015 del 35% a 21,9 miliardi di dollari, secondo Mosca. Anche secondo Martina l’effetto embargo si è sentito: “noi lo abbiamo vissuto, abbiamo avuto un effetto economico negativo che ha impattato su alcune filiere agroalimentari: lattiero-caseario, ortofrutta, carne”. Recuperabili? “Io penso di sì e riscontro il fatto che l’Italia anche qui è riconosciuta come un interlocutore affidabile, come uno degli interlocutori europei più interessanti”. Fonte: AscaNews