DOLE, VISITA AL NUOVO STABILIMENTO DI CALCIO (BG): “AVANTI TUTTA SU QUALITÀ ED EFFICIENZA”

Dole coltiva la sua frutta solo nelle aree naturalmente più vocate, dove nasce e cresce genuina, succosa e con ‘il sole dentro’. Una volta colta, superata una rigida selezione e innumerevoli controlli qualità, inizia il suo viaggio via aerea o via mare, in appositi container refrigerati e controllati da remoto, fino a giungere a destinazione. Arrivata dunque nei porti di Civitavecchia o Livorno viene trasferita nei nostri magazzini, ovvero il rinnovato Centro di Roma nei pressi del CAR e il Centro di Maturazione e Distribuzione Italiano di Calcio, operativo da gennaio dopo la dismissione dei Centri di Bentivoglio (Bologna) e Pantigliate (Milano)”. Introduce così la visita guidata dello scorso venerdì allo stabilimento lombardo la responsabile marketing per l’Italia del primo gruppo di ortofrutta al mondo, Cristina Bambini.

Situato all’interno del nuovissimo Polo Logistico Italtrans adiacente al casello della Brebemi, al confine con la Provincia di Brescia, l’impianto Dole di Calcio si sviluppa su una superficie di 8.500 metri quadri, dispone di 5 celle di conservazione per una capienza totale di 1.500 pallet, e 23 celle di maturazione con una tenuta ciascuna di 40 pedane, corrispondenti a circa 2.100 colli.

Movimentando decine di migliaia di colli a settimana tutte le attività all’interno del Centro sono organizzate in maniera tale da rendere fluide ed efficienti le operazioni di stoccaggio, picking e spedizione. Una produttività resa ancor più performante dalla continua attività di controllo perseverata, dalla raccolta in campo all’evasione dell’ordine passando dalle attività di sdoganamento nei porti. E non si tratta solamente di un controllo di qualità, ma anche di sostenibilità del processo, ambientale e sociale dei lavoratori. In questo senso la tracciabilità è unica e totale: attraverso un semplice codice alfanumerico è possibile risalire al singolo lotto della singola azienda agricola di produzione durante tutte le fasi di lavorazione e di logistica.

“Maggior controllo significa massima qualità poiché garanzia di standard più elevati”, spiega Giovanni De Martino, Quality Assurance Dole Italia. “L’audit – continua – consiste nella valutazione di calibro, peso, contenuto di zucchero, aspetto, lesioni della buccia, colore, della salubrità e di molto altro ancora. La banana – esemplifica – è un frutto climaterico che viene raccolto ancora verde, allo stadio fisiologico ripe-green: nelle celle, costantemente monitorate da un software di gestione, grazie ad una ventilazione e all’etilene, la più piccola molecola in natura capace di indurre attraverso l’aiuto della tecnologia un’attività biologica, innescando così il processo di maturazione, della durata di circa 5 giorni”. Il frutto, entrato verde e con la polpa dura e ricca di amido, esce dalla cella perfettamente maturo, con la buccia gialla e la polpa cremosa e zuccherina. “Un’attività resa sicura nel risultato proprio grazie al perenne controllo”.
Per l’ananas (di cui Dole è il secondo produttore al mondo; il primo se si considera il solo prodotto bio) tale processo non si rende necessario, in quanto frutto non climaterico viene raccolto al perfetto grado di maturazione e dopo il viaggio di 2 settimane in nave viene stoccato nelle celle alla temperatura di 7 gradi per al massimo un paio di giorni.
“In generale il nostro è un tipo di approvvigionamento ‘just in time’ per quanto la tipologia di prodotto trattato lo permetta; le navi arrivano ogni settimana e assicurano un rifornimento costante: elevato turn over è sinonimo di maggior freschezza della frutta”.

Lo stabilimento di Calcio al momento tratta lo stoccaggio e il confezionamento di ananas e banane, in alcuni periodi dell’anno lavora anche pere, agrumi, susine e uva da tavola di importazione; stessa funzionalità è riservata al magazzino romano. I piccoli frutti, la frutta esotica e lo zenzero vengono invece immagazzinati, lavorati e ridistribuiti in uno stabilimento ad hoc nei pressi di Verona.

“Con questa visita, denominata ‘Le tappe della freschezza’, Dole rinnova ancora una volta i suoi valori fondanti, ovvero qualità, trasparenza, responsabilità, che contraddistinguono l’Azienda da sempre e che dal lontano 1851 le hanno permesso di divenire oggi il più importante player mondiale di ortofrutta”, conclude la giornata Cristina Bambini.

 

Nella foto, da sinistra: il presidente di Dole Europe Victor Esquivel, Cristina Bambini e Giovanni De Martino