MIGLIORARE LA QUALITÀ DI FRUTTA E VERDURA NEL POST-RACCOLTA: IN CAMPO IL PROGETTO DI ITALIA ORTOFRUTTA

Al via un progetto di ricerca incentrato sulla tecnologia ‘foto ossidativa idrata catalitica’ come sistema di sanitizzazione delle celle frigorifere al fine di migliorare la qualità dell’ortofrutta e la sua shelf life nella sua vita post-raccolta.

Il progetto – che è stato presentato in un webinar di stamattina, è coordinato da Italia Ortofrutta Unione Nazionale, sotto la direzione scientifica del prof Riccardo Massantini dell’Università della Tuscia – si sviluppa nel quadro dei programmi operativi (strumenti di finanziamento di erogazione regionale) e vede coinvolte 18 Op sparse lungo tutta la Penisola: A.Bio.Med, Agrinsieme, Asport, Assofruit Italia, C.O.P., Cos, Eurocirce, Euro Ortofrutticola del Trigno, Agricola Hortitalia, Il Melograno, Lagnasco Group, Secondulfo, Pignataro, Ventrone, Botticelli, Ortolanda, Produttori Arborea, Agrocirce 2000.

“La tecnologia – spiega Massantini – si basa su un’apparecchiatura che va inserita nelle celle frigorifere dei magazzini, dentro la quale passa un flusso di aria colpito sia da luce ultravioletta che da luce visibile che attivano una reazione chimica di fotocatalisi che permette di rendere inattivi i composti organici che causano il deperimento della frutta, attraverso il rilascio, come risultato finale del processo, di anidride carbonica e vapore acqueo. Stiamo cercando di capire se questo principio scientifico possa influire su batteri e muffe che interferiscono con la vita post-raccolta dell’ortofrutta, di modo da aumentarne la conservabilità. Abbiamo scelto un paniere piuttosto ampio di prodotti, in tutto 12, anche perché i risultati potrebbero essere diversi per ciascuno di essi”.

La ricerca, che durerà due anni, è già stata condotta presso gli impianti di Assofruit sulle fragole, presso la piemontese Lagnasco Group sui mirtilli (in corso) e, presso l’Op Asport (principale Op Toscana e prima produttrice di pomodoro da industria della regione) sull’asparago.

GIuditta Signorello di Assofruit

“Attraverso l’applicazione di questo macchinario – precisa Giuditta Signorello, tecnica di Assofruit che ha seguito l’applicazione in azienda – ad una delle celle frigorifere. Abbiamo lavorato per puntare ad una conservabilità di sei giorni anche se a noi basterebbe potere stoccare una notte sola in più. Oggi la fragola viene raccolta, lavorata e spedita nell’arco della stessa giornata lavorativa. Avere la possibilità di giocare con gli stock ci permetterebbe di affrontare il mercato con minori vulnerabilità legate alla deperibilità del prodotto”.

Patrizia Monge di Lagnasco Group

Per Lagnasco Group la prova sui mirtilli è legata anche alla possibilità di esportarli Oltremare, in India, per esempio, Arabia Saudita o Hong Kong, dove già esportano mele e kiwi. “A causa della virosi del kiwi – spiega la tecnica dell’azienda piemontese, Patrizia Monge – molti produttori stanno convertendo le loro colture a mirtilli e dalle 110 tonnellate di bacche che producevamo 10 anni fa, siamo arrivati a 450 tonnellate. Un quantitativo su cui si può ragionare per l’export sempre che si riesca a raggiungere una shelf life di almeno 10-12 giorni”.

I prossimi test si faranno sul cavolfiore (a settembre sempre presso Asport); zucchino (ottobre, presso Eurocirce); radicchio (novembre/dicembre, presso l’Op Arborea); lattuga (febbraio/dicembre, presso l’Op Ventrone); peperone (da maggio a settembre sempre da Ventrone); kiwi (da maggio a n0vembre presso Il Melograno); mela (giugno/settembre, presso Lagnasco Group); pesca (giugno/settembre, presso Eurortofrutticola del Trigno) e uva da tavola (luglio/dicembre, presso il gruppo Pignataro).

“Per mettere insieme così tante realtà – ha commentato Vincenzo Falconi (nella foto di apertura), direttore di Italia Ortofrutta Unione Nazionale – abbiamo prima eseguito un questionario presso le nostre Op associate per individuare i loro bisogni, poi abbiamo individuato alcuni enti di ricerca che potessero dare risposte ai fabbisogni segnalati. In ultima istanza abbiamo messo insieme le Op per avere una dimensione economica adeguata alle finalità progettuali ma anche in funzione di un impatto economico sostenibile”

Il webinar, a cui hanno partecipato anche i rappresentanti delle rispettive regioni di appartenenza delle Op, si colloca a metà del primo anno di ricerca. Gli sviluppi di quest’ultima possono essere seguiti sul sito del progetto: (https://incrementodellaconservabilita.jimdofree.com/.

Mariangela Latella