FARM TO FORK, “CARO GIACOMINI PRIMA DI PROCEDERE È NECESSARIA UN’ANALISI APPROFONDITA”

Prosegue il dibattito sulla Farm to Fork. Dopo l’ultimo commento al riguardo da parte del professor Corrado Giacomini sul nostro sito (leggi news) e sull’ultimo numero del Corriere Ortofrutticolo, interviene anche Massimiliano Giansanti (nella foto), presidente di Confagricoltura, che replica a Giacomini. Pubblichiamo per esteso la sua risposta.

Egregio Prof. Giacomini,

ho letto con interesse il Suo articolo comparso sull’ultimo numero di Corriere Ortofrutticolo in merito
alla valutazione di impatto della strategia Farm To Fork e che contiene i riferimenti alla posizione che
ha assunto in merito Confagricoltura, come anche il CopaCogeca.

La ringrazio intanto per l’attenzione che ha rivolto alla nostra posizione. 
Siamo sempre più convinti che gli studi già prodotti dall’Usda e dal JRC dovrebbero costituire un campanello di allarme per i possibili effetti che il New Green Deal potrebbe avere rispetto al sistema agricolo ed agroalimentare nazionale ed europeo. I dati, d’altronde, e non insisto a ripeterli, parlano chiaro.
Come si riconosce anche nel Suo “Controeditoriale”, poi e questo è un aspetto del quale anche noi siamo convinti, tali studi non costituiscono una vera e propria analisi di impatto perché condotti su alcuni aspetti della strategia e assumendo una invarianza di tecnologie ed innovazione disponibile.

Tutto questo dovrebbe però indurre ancora di più a pensare che un’analisi preventiva ed approfondita è necessaria prima di procedere ad applicare con le policy princìpi che si possono tradurre in un contenimento della produzione e del potenziale produttivo ed uno spiazzamento competitivo per i nostri operatori.

Non è affatto scontato infatti che il minore prodotto che avremo sul mercato, anche se maggiormente “sostenibile” agli occhi dei consumatori, possa poi essere automaticamente quello che il mercato premia garantendo così la redditività delle produzioni.

Lei cita alcune cifre dell’Osservatorio Sostenibilità di Nomisma per dimostrare l’interesse dei consumatori ai prodotti in linea con la “transizione ecologica”. Anche Mc Kinsey ha recentemente valutato l’interesse dei consumatori e solo il 16% di essi è disposto a pagare di più prodotti sostenibili
ma il 40% circa dei consumatori dichiara che sarà più attento alle promozioni; con la maggioranza dei manager della GDO (56%) che ritiene la sensibilità ai prezzi una priorità da affrontare. Se le scelte dei consumatori si stanno orientando verso produzioni sostenibili, una certa polarizzazione del mercato ci dice anche che c’è spazio per un ampliamento dei prodotti value e in promozione. Anche perché inevitabilmente, come rileva Banca d’Italia, molte famiglie italiane hanno subito una compressione del potere di acquisto. E su questo purtroppo poco può il nostro potere di convincimento.
Lo scenario di mercato che si prefigura quindi è ancora incentrato sulla competitività basata
sui prezzi e “alzare sempre più l’asticella” della sostenibilità potrebbe significare aprire le porte del
nostro mercato ai prodotti importati che non rispettano quelle regole più ambiziose applicate in Europa e che, anche per questo, sono più competitivi.

Gli agricoltori sono pronti alla sfida della sostenibilità e le nostre imprese stanno già facendo da tempo la loro parte come stanno a dimostrare il calo delle emissioni del settore, la riduzione gacquisita di fertilizzanti e fitofarmaci, l’aumento delle superfici ad agricoltura biologica, l’enorme sviluppo delle bioenergie, ad esempio il biometano ed il biogas prodotto dalle deiezioni animali o, infine, gli enormi progressi conseguiti tramite il precision farming.

In questa direzione ci attendiamo anche scelte importanti quando attueremo nei prossimi mesi la riforma della PAC e tradurremo in progetti concreti il PNRR.

Ma al tempo stesso chiediamo che tutto questo sia un percorso ispirato da scelte consapevoli e non da strategie che possono mettere a rischio gli equilibri dei nostri mercati e la tenuta competitiva delle nostre imprese.

Questi effetti vanno valutati con attenzione. Prima.
La ringrazio ancora, Professore, e Le invio i miei migliori saluti.

Massimiliano Giansanti

Presidente di Confagricoltura